Lee Kun-Yong, “Logic of Place”

Lee Kun-yong, Logic of Place, 1975

Lee Kun-Yong (b. 1942) is one of the most influential figures in the Korean avant garde movement and continues his provocative practice in diverse media such as performance, video, sculpture and installation. Known as one of the fathers of Korean performance art, Lee was one of the founding members of the influential Korean artist group Space and Time (ST Group) and a leading member of the Avant-Garde (AG Group) artist group. Lee’s oeuvre starts from the fundamental questions on the essence of art. His explorations attempt to find this essence and its existence through perpetual experiments with the body and the space where works are exhibited and the relation between the works and the viewer. In this regard, Lee questioned how objects in certain situations can be altered to enter into a relation with the artist, the space and the viewer. His performative practice contemplates this balance between the natural world and human action and the number of permutations that can exist between the two.

Image: “Logic of Place”, 1975


Lee Kun-Yong (1942) è una delle figure più influenti del movimento d’avanguardia coreano e continua la sua pratica provocatoria attraverso diversi media come performance, video, scultura e installazioni. Conosciuto come uno dei padri della performance art coreana, Lee è stato uno dei membri fondatori dell’influente gruppo di artisti coreani Space and Time (ST Group) e un membro di spicco del gruppo di artisti Avant-Garde (AG Group). L’opera di Lee parte dalle domande fondamentali sull’essenza dell’arte. Le sue esplorazioni cercano di trovare questa essenza e la sua esistenza attraverso esperimenti perpetui con il corpo e lo spazio in cui sono esposte le opere e la relazione tra le opere e lo spettatore. A questo proposito Lee si è interrogato su come gli oggetti in determinate situazioni possano essere modificati per entrare in relazione con l’artista, lo spazio e lo spettatore. La sua pratica performativa contempla questo equilibrio tra il mondo naturale e l’azione umana e il numero di permutazioni che possono esistere tra i due.

Immagine: “Logic of Place”, 1975