Yun Hyong-keun

Yun Hyong-Keun, “Burnt Umber & Ultramarine”, 2002, olio su tela di lino, cm 112 x 162.

Yun Hyong-keun (1928-2007) ha vissuto uno dei periodi più traumatici della storia coreana, con gravi eventi legati al dominio coloniale giapponese, alla guerra di Corea e alla dittatura del dopoguerra, periodi durante i quali Yun è stato incarcerato ben quattro volte. Solo dopo essere sopravvissuto a questi tragici eventi Yun si è dedicato all’arte dal 1973, quando aveva 45 anni.
Dal momento in cui si dedicò alla pittura, Yun stabilì chiaramente il proprio mondo artistico che definì egli stesso la “porta del cielo e della terra”. Nella serie di opere più note (tra cui quella nell’immagine), Yun usava un largo pennello per applicare spessi blocchi di vernice a tele di cotone o lino. La vernice, apparentemente nera, era in realtà una mescolanza di due colori: il blu (che rappresenta il “paradiso”) e la terra d’ombra (che rappresenta la “terra”). Con questi dipinti semplici, genuini e organici Yun è riuscito a tradurre i valori dell’estetica tradizionale coreana nel lessico dell’arte contemporanea internazionale.